1. La fauna
BARBAGIANNI E' un rapace notturno. Il dorso è marrone giallastro, il petto e la faccia sono bianchi; sul dorso e sul ventre ha macchie marroni. Ha occhi scuri. L'apertura alare raggiunge i 93 cm. E' cosmopolita, ma assente nelle zone desertiche e in quelle dove nevica per più di 40 giorni all'anno. Una volta era diffuso in tutte le zone coltivate e la sua presenza era ben vista dagli agricoltori. A Roma la popolazione sembra in diminuzione forse a causa della riduzione dei siti di riposo diurno come conseguenza delle ristrutturazioni o dell'abbattimento delle vecchie fattorie. Caccia topi, arvicole e toporagni. A volte riesce a catturare moscardini, ghiri e pipistrelli. Più raramente si ciba di uccelli. Così come fanno molti altri uccelli, non essendo in grado di digerire le ossa, le penne o i peli delle sue prede, le rigetta giornalmente formando delle pallottole nere e lucide dette borre. E' un uccello notturno, trascorre il giorno rifugiato in solai, sottotetti e silos, la notte caccia le sue prede sorvolando campi aperti. Il suo territorio di caccia varia da 0,5 a 2,5 Kmq, ma può raggiungere anche i 4-6 Kmq. Non costruisce un vero nido, ma la femmina, a partire da febbraio, depone 4-7 uova direttamente su uno strato di piume e borre in un angolo del suo sito di riposo. I giovani diventano autonomi solo al terzo o quarto mese. Usa la sua faccia piatta a forma di cuore come se fosse un grande padiglione, gli serve infatti per incanalare le onde sonore verso i canali auricolari, in questo modo riesce a percepire anche il rumore dei passi di un topolino che si muove nell'erba. CINGHIALE E' il progenitore dei maiali domestici. E' coperto da una folta pelliccia setolosa generalmente bruno-grigiastra. Un adulto può raggiungere gli 80-90 cm di altezza al garrese, il peso varia dai 50 ai 180 Kg. Nei maschi sia gli incisivi superiori che quelli inferiori formano delle lunghe zanne ripiegate verso l'alto. E' diffuso nella maggior parte dell'Europa e in Asia centrale e meridionale. I cinghiali attualmente presenti nel nostro paese sono il frutto di numerosi incroci con varie popolazioni dell'Europa nord-orientale immesse in Italia a scopo venatorio, più grandi e più prolifici dei cinghiali originariamente presenti in Italia. Tra le Riserve di RomaNatura è presente solo a Decima - Malafede, con esemplari provenienti probabilmente dalla limitrofa Riserva di Castel Porziano. E' onnivoro, si nutre di bacche, radici, tuberi, ghiande, faggiole, frutta, ma anche lumache, vermi e insetti, piccoli vertebrati, uova di uccelli che nidificano a terra e animali morti. Nelle aree agricole produce danni nei campi di cereali, legumi e patate. E' attivo al crepuscolo e di notte. Vive in branchi guidati dalle femmine. I maschi adulti sono solitari ad accezione dell'inverno, periodo in cui avvengono gli accoppiamenti. Le femmine partoriscono tra l'inizio della primavera e la fine dell'estate fino a 10-12 cuccioli che allattano per tre mesi. I cuccioli fino a sei mesi hanno un mantello rossastro con strie longitudinali giallastre. DAINO Il maschio ha grandi corna appiattite che perde ogni anno tra aprile e maggio. La crescita di un nuovo palco inizia subito dopo la caduta di quello vecchio e si completa entro la fine di agosto. Originariamente diffuso in Asia minore, Palestina e Libano, è stato portato in varie zone dell'Europa prima dai Fenici poi dai Romani. Attualmente è stato introdotto in tutti i continenti. Tra le Riserve di RomaNatura è presente a Decima Malafede, con esemplari provenienti probabilmente dalla limitrofa Riserva di Castel Porziano, e alla Marcigliana con alcuni esemplari fuggiti qualche anno fa da un'azienda venatoria. Si nutre di foglie, gemme e apici legnosi, sia nei prati che nei boschi non disdegnando le coltivazioni di cereali e leguminose. In autunno mangia anche la frutta selvatica, ghiande e faggiole. Sono ungulati sociali, per almeno 5 mesi all'anno formano dei branchi unisessuati, mentre nel periodo dell'amore maschi e femmine formano branchi misti. Solo i maschi anziani vivono isolati. Gli accoppiamenti avvengono tra ottobre e novembre quando i maschi adulti si muovono nel branco femminile cercando di conquistare una femmina in estro senza però formare harem. I daini che vivono in libertà possono tranquillamente raggiungere i 15-17 anni di età. FAGIANO Il maschio di questo galliforme è vistosamente colorato, mentre la femmina è marrone screziata di nero. L'apertura alare raggiunge i 90 cm; dalla punta del becco alla punta della coda è lungo circa 70 cm; i maschi sono più grandi delle femmine. Originariamente presente solo in Asia, attualmente è diffuso anche in Europa dove vi è stato importato dagli antichi greci. E' presente in numerosi ambienti, dalla pianura alla montagna, sia aperti che boscosi, ma soprattutto in ambienti agricoli. Si ciba di semi, germogli, erba e frutti, ma anche di vermi, insetti, piccoli mammiferi e uova di uccelli che nidificano a terra. Non è un grande volatore, in caso di pericolo preferisce fuggire correndo anziché involarsi. In inverno forma gruppi strutturati in modo gerarchico, per il resto dell'anno e al di fuori del periodo riproduttivo, è invece solitario. In primavera i maschi diventano territoriali, ognuno di loro si accoppia con tre o più femmine, ma non si occupano dell'allevamento della prole. La femmina depone 8-16 uova in un nido sul terreno. I piccoli sono in grado di seguire la madre immediatamente dopo la nascita e dopo 15 giorni possono volare. La sua presenza in Europa è dovuta soprattutto alle continue immissioni a scopo venatorio. GRANCHIO DI FIUME Il carapace di questo crostaceo è lungo mediamente 35-45 mm. E' l'unica specie di granchio che abita le acque dolci dell'Italia. E' generalista: si nutre di detriti vegetali trovati sul fondo acquatico, raschia le alghe che ricoprono il substrato, preda rane, girini e vari invertebrati. Nei mesi più freddi è diurno, nel resto dell'anno è essenzialmente notturno. I maschi sono più sedentari e acquatici, mentre le femmine si avventurano alla ricerca di cibo anche nell'ambiente terrestre perché hanno bisogno di maggiore energia per produrre le uova. Scavano buche nel fango in cui si rifugiano nelle ore di inattività. Gli accoppiamenti avvengono tra maggio e ottobre in acqua, quasi mai nei pressi delle tane. Tra luglio e ottobre le femmine incubano le uova per 40 giorni nella camera formata ripiegando l'addome sullo sterno. I piccoli, dopo la schiusa delle uova, rimangono sotto l'addome della madre per 10 giorni, prima di disperdersi nel fiume. Le femmine sono più piccole dei maschi, sono più veloci, hanno zone di alimentazione più vaste e all'inizio dell'estate si spostano lungo il fiume e sulla terra, cosa che non fanno nel resto dell'anno e mai i maschi. 5.2.6. ISTRICE Capo e corpo sono lunghi 70 cm circa. Il peso raggiunge i 15 kg. E' il più grosso roditore italiano ed è di colore nero-grigio con il dorso rivestito da lunghi aculei bianchi e neri. Gli aculei sono di due tipi: lunghi e sottili, oppure corti e grossi ( soprattutto sulla coda). L'istrice non scaglia gli aculei a distanza ma, se viene minacciato, corre all'indietro per conficcarli nel corpo dell'avversario. L'istrice vive solo in Italia (Sardegna esclusa), nelle regioni calde e assolate, coperte di vegetazione mediterranea e con forre e valli scoscese dove costruisce le sue tane. E' un animale ancora relativamente comune, e non ha nemici naturali. Pur essendo protetto è vittima del bracconaggio e i cacciatori lo costringono a uscire dalla tana riempiendola di fumi asfissianti Notturno, l'istrice scava grandi tane tra le rocce e i ceppi degli alberi. Si nutre di sostanze vegetali 5.2.7. LIBELLULA Insetti con quattro ali membranose, per lo più trasparenti, con piccole macchie e venature complesse, caratteristiche per le varie specie, apparato boccale masticatore, grandi occhi ai lati del capo e corte antenne. Il corpo, che può essere lungo fino a 15 cm, ha spesso colorazioni brillanti a volte differenti tra maschio e femmina della stessa specie. Abitano zone umide con acque calme, stagnanti o a corrente lenta. Le forme giovanili dette neanidi, vivono nell'acqua. Sia gli adulti che le neanidi sono attivi predatori di altri insetti e altri invertebrati. Gli adulti sono generalmente dei forti volatori, possono usare le zampe per catturare le prede in volo, ma non per la locomozione. Le uova vengono lasciate cadere direttamente nell'acqua o deposte all'interno dei tessuti vegetali. Generalmente l'uovo schiude dopo un mese dalla deposizione e la neanide per trasformarsi, tramite metamorfosi graduale, in adulto può aver bisogno dai tre mesi ai cinque anni, l'adulto invece vive solo pochi mesi. Le neanidi delle libellule hanno un potente organo boccale raptatorio detto "maschera": in stato di riposo è ripiegato sotto il capo e il torace, non appena una potenziale preda si avvicina alla neanide, questa la cattura proiettando in avanti la maschera. MOSCARDINO E' lungo circa 7 cm, coda 7 cm, peso compreso fra 15 e 40 grammi. E' un grazioso roditore di colore fulvo, con coda lunga e folta. Costruisce dei nidi sferici di paglia e foglie secche, con un unico foro d'ingresso. È diffuso dal piano fino in media montagna in tutte le regioni italiane (esclusa la Sardegna), ed è particolarmente comune nei boschi di latifoglie e nelle siepi in campagna, dove i suoi nidi ne rivelano la presenza. Prevalentemente notturno, il moscardino si nutre di semi, nocciole e insetti. Trascorre l'inverno in letargo. STORNO E' un passeriforme. Ha piumaggio nero con riflessi bronzei e verdi su cui spiccano macchie bianche. Ha un'apertura alare di circa 37 cm. E' presente in gran parte dell'Europa e dell'Asia, ma è stato introdotto in molte parti del mondo. La maggior parte degli storni italiani sono migratori: passano l'inverno nel nostro paese, ma si riproducono in nord Europa. Negli ultimi anni la popolazione di storni residente a Roma sta progressivamente aumentando. E'onnivoro. Si nutre di frutti, bacche e semi, ma anche insetti, lombrichi, ragni, larve. Cerca il cibo sia a terra che sugli alberi e può talvolta creare notevoli danni all'agricoltura, sia nel periodo di maturazione della frutta (ciliegie, olive, mele,…), sia nel periodo della semina. Quando non è impegnato in attività riproduttive, ha abitudini gregarie. Trascorre il giorno alla ricerca di cibo visitando le campagne, ma anche le aree alberate. All'imbrunire gruppi di storni provenienti da zone limitrofe si riuniscono a formare grandi stormi che con voli spettacolari raggiungono il "dormitorio": un gruppo di alberi o un canneto in cui trascorrere la notte. Può nidificare sia in ambienti naturali, dove utilizza cavità nei tronchi o su rocce, sia in ambienti urbani, tra le tegole o all'interno dei comignoli. Il nido è una coppa disordinata formata da paglia e piume. La femmina, tra aprile e luglio, depone 5-9 uova di colore azzurro pallido che vengono covate da entrambi i genitori per circa due settimane. L'attuale popolazione di storni presenti in Nord America è costituita da circa 200 milioni di individui, tutti discendenti da un gruppo di 100 storni liberati nel Central Park di New York meno di un secolo fa. TASSO Questo mammifero ha una caratteristica maschera facciale con strisce longitudinali bianche e nere. Ha le dimensione di un cane di media taglia. E' presente in Europa e nell'Asia temperata. In Italia è diffuso in tutta la penisola, tranne che in Sicilia e in Sardegna. Tra le Riserve di RomaNatura è presente a Decima Malafede, Tenuta dei Massimi e Marcigliana. Vive preferibilmente nelle zone dove i boschi sono interrotti da aree aperte e pascoli. Si nutre principalmente di lombrichi, ma anche di piccoli vertebrati come talpe, arvicole e rane, nonché frutta, bulbi e ghiande. E' prevalentemente notturno, passa il giorno all'interno della sua tana costruita scavando gallerie in zone ben riparate del bosco. La stessa tana può essere occupata da più individui e usata per più generazioni: tra i mustelidi è la specie più sociale. Gli accoppiamenti avvengono in primavera, ma i piccoli nascono in inverno poiché lo sviluppo dell'embrione è ritardato. La sua presenza può essere tradita dal ritrovamento delle latrine: piccole buche nel terreno dove deposita i suoi escrementi dall'aspetto liquido e privi di una forma propria.